[JOSEPH_] my first solo, 2011


[In Joseph in scena c'è uomo, solo, di spalle al pubblico per l'intera durata della sua performance, mentre cerca la sua immagine in tutto ciò che il suo sguardo tocca. “Ma la sua solitudine cela il mistico incontro con l'essere, e genera nella sua manifestazione simbolica e dinamica, una comunione di energia tra le anime che assistono discrete, testimoni dell'incontro con il proprio sè e della meraviglia dell'epifania dell'alterità. La relazione interattiva con le perturbazioni interne si riflette nella ricerca del tu, nella casualità dell’etere, impresso, quasi, nel cosmos” (Martina Oddi, Joseph dentro e fuori l'infinito). L'autore della performance, prende in prestito il nome da colui che assume su di sé la paternità dell'uomo che nasconde il divino, ma non ci è dato sapere chi sia Joseph, ne dove sia. Non sappiamo se si tratti dell'uomo che vediamo in scena oppure di uno di quegli occhi sconosciuti capitati per caso all'interno del sistema rappresentativo. Il solo perde la sua connotazione di evento performato da un esecutore unico e si riempie di sguardi meravigliati, deformati, raddoppiati e amplificati. Di corpi esposti e pronti all'esposizione, là fuori, chissà dove, dall'altra parte del mondo, ma nel medesimo istante. Fiat lux: come per il cilindro del prestigiatore, al quale si conferisca l'autorità di generare conigli bianchi.]

[In Joseph there’s a man on the stage, alone, with his back to the audience for the entire length of the performance, seeking his own image in everything his eyes touch. "But his loneliness conceals the mystical encounter with the being, and generates through its dynamic and symbolic appearance, a communion of energy between the souls that are discretely attending, witnessing the encounter with one’s self and the wonderful epiphany of the otherness. The interactive relationship with the emotional upheavals is reflected in the search for the you, in the randomness of the ether, almost impressed in the cosmos." (Martina Oddi, Joseph in and out of infinity).The creator of the performance, takes his name from the one who accepts to become father to the man who hides in himself the Divine: we cannot know who Joseph is, or where he is. We do not know whether he is the man on the stage or the one who’s unfamiliar eyes, by chance, happen to be part of the system of representation. The solo stops being an event performed by one and becomes full of astonished eyes, distorted, doubled and amplified. Of bodies exposed and ready to be exhibited, out there, somewhere, on the other side of the world, but at the same time. Fiat lux: like the top hat of the magician, granted the authority to generate white rabbits.]


[invenzione, performance/invention, performance Alessandro Sciarroni][drammaturgia e studio dei processi prodigiosi/drama and study of process Antonio Rinaldi][immagine del progetto/ image of the project Roberto Foddai][direttore di produzione/production director Marta Morico][organizzazione/organization Benedetta Morico][ufficio stampa/press office Beatrice Giongo][amministrazione/administration Luana Milani][cura del progetto, promozione/project curator, promotion Lisa Gilardino]


[produzione/production Marche Teatro - Teatro Stabile Pubblico e/and Corpoceleste_C.C.00#][coproduzione/coproduction  Officina Concordia, Comune di San Benedetto del Tronto (AP)][con il contributo di/with the support of Centro per la Scena Contemporanea - Comune di Bassano del Grappa, Amat - Matilde: piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana e/and  Centrale Fies]