[CHROMA_don’t be frightened of turning the page] e [DON’T BE FRIGHTENED OF TURNING THE PAGE], due versioni della stessa performance, 2017

 

[Durante l’esperienza del progetto europeo “Migrant Bodies”, tra il 2014 e il 2015, l’artista sviluppa un’idea per una nuova pratica performativa profondamente germinale. Partendo dall’osservazione dei fenomeni migratori di alcuni animali che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo dove sono nati, l’artista inizia a lavorare sul concetto di turning. Il termine inglese viene tradotto e rappresentato in scena in maniera letterale, attraverso l’azione del corpo che ruota intorno al proprio asse e che si sviluppa in un viaggio psicofisico emozionale, in una danza di durata, nella stessa maniera in cui turning significa anche evolvere, cambiare. In “TURNING_migrant bodies version”, Sciarroni torna ad eseguire in prima persona l’azione, allenandosi per diversi mesi nella pratica che consente al corpo di girare per un tempo indeterminato senza perdere l’equilibrio. La durata dell’azione e il graduale aumento del ritmo sono in grado di creare una sorta di legame ipnotico tra il performer e lo spettatore. Il lavoro viene presentato in forma di studio durante le tappe di ricerca del progetto “Migrant Bodies”: nelle città di Montreal, Vancouver, Zagabria e Bassano del Grappa – al Festival di Polverigi e durante Live Works, all’interno del festival della Centrale Fies di Dro (TN), dove viene invitato assieme a Jérôme Bel e Santiago Sierra in qualità di “ospite” della manifestazione. L’esperienza di “Migrant Bodies” e i riscontri ricevuti durante le presentazioni, convincono l’artista a voler continuare la ricerca presso il CSS di Udine (luglio 2016) e il 104 di Parigi (aprile 2016), dove sarà in residenza con diversi artisti per curare l’apparato sonoro e visivo del solo, che nella sua forma definitiva si intitolerà “CHROMA_don’t be frightened of turning the page”, prendendo in prestito il titolo dal libro sui colori di Derek Jarman e il sottotitolo da un album dei Bright Eyes, il gruppo rock preferito dell’artista.]

 

[invenzione, performance Alessandro Sciarroni / luce Rocco Giansante / musica originale Paolo Persia styling Ettore Lombardi / drammaturgia Alessandro Sciarroni, Su-Feh Lee / promozione, consiglio, sviluppo Lisa Gilardino / amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava / direzione tecnica Valeria Foti / tecnico di tournée Cosimo Maggini / ricerca, comunicazione Damien Modolo]

 

[produzione corpoceleste_C.C.00#, MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale coproduzione CENTQUATRE-Paris, altri partner in via di definizione]

 

[la creazione dello spettacolo è stata ospite di Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin un progetto del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e Azienda Speciale Villa Manin con il contributo del Mibact – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia]
[sviluppato come parte di Migrant Bodies presso il Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa (Italia) / La Briqueterie – Centre de Développement Chorégraphique du Val de Marne (Francia) / Circuit-Est (Quebéc) / The Dance Centre (British Columbia)  / HIPP The Croatian Institute for Dance and Movement (Croazia) e come parte di La Biennale di Venezia – Biennale College 2015]

 

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